Con ungulati si intendono i grandi animali da caccia con zoccoli: cinghiale, cervo, capriolo, daino, camoscio, muflone e, in alcuni paesi, anche specie introdotte come il sika. È una caccia lenta, fatta di cammino, osservazione e attese all'alba e al tramonto, in boschi fitti, colline o alta quota.
Andare all'estero significa cacciare su territori molto ampi e organizzati: i Carpazi della Romania, le pianure e le tenute dell'Ungheria, le riserve croate e balcaniche, le glen scozzesi, le grandi tenute spagnole, fino alla Nuova Zelanda. Quasi ovunque il cacciatore straniero è accompagnato da una guida locale, che sa dove sono gli animali e decide con lui quale capo prelevare.
Esistono due approcci. Il cinghiale e le femmine dei cervidi si cacciano soprattutto come prelievo di gestione, spesso in battuta. Il maschio maturo di cervo, daino, capriolo o camoscio si caccia invece come trofeo: l'animale viene misurato e pesato, e la tariffa dipende dalla sua classe. Cambiano le regole, i periodi e il modo di prepararsi.
Su Wildoora trovi oggi pacchetti per il cinghiale in battuta e per il cervo carpatico in Romania, offerti da un'agenzia locale. Questa guida riunisce le cose da sapere prima di scegliere: specie, tecniche, trofei, armi, cani da traccia e rientro in Italia, per poi inviare la richiesta direttamente all'agenzia.
Non esiste una stagione unica. Il capriolo maschio si caccia di solito dalla primavera all'autunno, con gli amori in estate; il cervo in autunno, con il bramito che nei Carpazi cade tra metà settembre e inizio ottobre; il daino in autunno, con gli amori a ottobre; il camoscio dalla fine dell'estate o dall'autunno all'inverno; il cinghiale soprattutto in autunno e inverno e, in alcuni paesi, quasi tutto l'anno. Femmine e piccoli si cacciano in genere da autunno a fine inverno. In Scozia, per esempio, le cerve si cacciano da fine ottobre a metà febbraio e per i maschi dal 2023 non c'è più un periodo di chiusura; in Nuova Zelanda il bramito cade tra marzo e aprile, perché l'emisfero è opposto. Date e quote cambiano ogni anno e da una tenuta all'altra: l'agenzia conferma i periodi corretti.
Il cinghiale è la preda più diffusa e accessibile: vive in tutta Europa e si caccia in battuta, all'aspetto e a volte alla cerca. Il valore del trofeo sta nelle zanne, misurate in lunghezza; presso alcuni operatori si abbattono solo i grossi maschi.
Il cervo rosso è il re dei boschi: quello dei Carpazi è tra i più apprezzati in Europa. Il capriolo è più piccolo e schivo, cacciato soprattutto come maschio d'estate. Il daino vive in pianure e colline, in particolare in Ungheria e in Transilvania, vicino al confine ungherese. Il camoscio è la preda della montagna, con la caccia più impegnativa. Il muflone è una specie introdotta in diversi paesi, comune ad esempio nelle tenute spagnole e ungheresi.
In Romania le zone più note sono i Carpazi e la Transilvania, per cervo, capriolo, daino e camoscio, mentre il cinghiale si trova ovunque. Il diritto di caccia appartiene allo Stato e i terreni sono gestiti da società e associazioni, che li affittano a operatori e agenzie.
In Ungheria la caccia è organizzata in tenute con guida locale obbligatoria: daino, capriolo, cinghiale e cervo, con regole di prelievo precise. In Croazia si caccia in riserve con capriolo, cervo, daino e cinghiale; in Spagna è diffusa la montería nei mesi freddi; in Scozia lo stalking del cervo si pratica su tenute di montagna; in Nuova Zelanda i cervi sono specie introdotte e si cacciano sia su terreni demaniali con permesso sia su terreni privati con guida.
Prima di scegliere, chiedi all'agenzia in che tenuta si caccia, che terreno è (collina, bosco, montagna), come ci si sposta e quanti cacciatori ci sono per guida.
La battuta è una caccia di squadra: i battitori con i cani spingono gli animali verso i tiratori in postazione. Si fa in gruppi di una decina di persone e per il grosso selvatico spesso il numero minimo di partecipanti è fissato dall'operatore. Il capo caccia spiega le regole del giorno: sicurezza, settori di tiro e capi ammessi.
L'aspetto e la cerca sono cacce individuali con la guida: si arriva in fuoristrada o a piedi, si osserva e si decide con calma. La selezione è la regola per i cervidi: si sceglie un capo di classe adatta, non qualunque animale. In alcune battute collettive l'operatore non può garantire la qualità del trofeo, perché non si sceglie l'animale al momento del tiro.
Rispetta le indicazioni della guida: dove sedersi, quando salire in altana, quando non sparare.
I trofei dei cervidi sono valutati con la formula CIC (Conseil International de la Chasse et de la Conservation du Gibier): contano lunghezze, circonferenze, peso netto del trofeo, punti di bellezza e eventuali detrazioni. In base al punteggio si assegna una medaglia di bronzo, argento o oro, con soglie diverse per specie.
Il peso del trofeo viene di solito stimato dalla guida prima del tiro e verificato dopo la bollitura: il peso netto si ottiene dopo una fase di asciugatura, che nelle guide specializzate è indicata in circa trenta giorni. Le soglie delle medaglie variano secondo la fonte e per il muflone la valutazione non è sempre prevista: chiedi all'agenzia quale sistema usa.
La tariffa a capo dipende dalla classe: per cervo, daino e capriolo spesso si paga a scaglioni di peso del trofeo, per il camoscio per punti CIC e per il cinghiale per lunghezza media delle zanne. Femmine e piccoli hanno quote fisse, mentre un capo ferito e non recuperato o un tiro mancato possono avere una penale a parte. In Ungheria i trofei si presentano a una commissione ufficiale di valutazione.
Per gli ungulati si usa la carabina a canna rigata. Le guide di settore indicano calibri medi per cervo e cinghiale, come il .30-06 o simili; per capriolo e daino anche calibri più piccoli come 6,5x55 o .270. Alcuni paesi fissano un'energia minima alla volata: per esempio in Croazia le indicazioni locali parlano di circa 1.000 joule per il capriolo e 2.500 per il cinghiale, e la palla a canna liscia è ammessa solo per eccezione.
Il numero di armi e di cartucce è limitato e va dichiarato alla frontiera: in Croazia, per esempio, fino a tre armi per cacciatore, in Romania un operatore indica un massimo di 50 cartucce per arma. Sono limiti che cambiano: confermali con l'agenzia. Silenziatori, semiautomatici e visori notturni sono vietati o limitati in diversi paesi.
Per il trasporto aereo avvisa la compagnia, tieni l'arma scarica in una custodia rigida e le cartucce nella confezione originale. In alternativa, noleggia l'arma sul posto.
Il recupero del capo ferito è parte integrante della caccia agli ungulati. I cani da traccia come l'Hannoveraner e il Bayerischer Gebirgsschweisshund sono specialisti: si usano dopo il tiro, sulla pista di sangue, e non cacciano insieme alla muta.
Quando l'animale non è a terra, il cane viene messo sulla traccia e la segue anche a ore di distanza (fino a circa un giorno). Di solito lavora al guinzaglio lungo; trovato l'animale, lo segnala abbaiando, e se è ancora vivo lo tiene fermo in modo che il conduttore possa finirlo.
In molte tenute il servizio di recupero è offerto dall'agenzia, a volte come servizio a pagamento. Il cacciatore deve fermarsi, segnare il punto del tiro e non inseguire l'animale. La penale per un capo ferito e non ritrovato è indicata dal contratto.
Il rientro con carne e trofei dipende dal paese e dalla specie. Per il cinghiale occorre considerare la peste suina africana: le autorità sanitarie consigliano di pulire e disinfettare sul posto abbigliamento, attrezzature, veicoli, trofei e cani, di eviscerare solo nelle aree previste e di non portare carne o parti di cinghiale da zone a rischio. In alcuni paesi europei l'ingresso di carni di cinghiale delle zone ristrette è vietato.
I trofei dovrebbero arrivare puliti e trattati: i servizi veterinari di diversi paesi ammettono trofei di ungulati sottoposti a impagliatura completa, mentre trofei freschi, pelli grezze o salate richiedono procedure particolari. Per questo conviene far preparare il trofeo (bollitura e pulizia) nel paese di caccia o dall'agenzia, che può anche spedirlo. Il certificato CITES, quando serve, si richiede in genere all'agenzia.
Orso e lupo in Romania sono specie del tutto protette e non vengono rilasciate licenze di caccia. Prima di partire chiedi al servizio veterinario della tua ASL quali documenti servono per carne, pelli e trofei di quella specie e di quella zona.
Preparati alla caccia con un buon allenamento: camminare in salita, stare fermi con il freddo, tirare da appoggio. La pratica al poligono con la tua carabina e distanze fino a 200 metri è il modo migliore per arrivare sicuro.
Porta strati tecnici, giacca antipioggia, scarponi già usati, guanti, cappello, zaino, torcia frontale, binocolo, telemetro e bastoncini da trekking. Per la battuta serve un capo ad alta visibilità; per la cerca colori neutri e tessuti silenziosi.
Chiedi in anticipo l'alloggio (di solito pensione completa vicino alla zona di caccia), come si raggiunge l'aeroporto più vicino, se la guida parla italiano o inglese e come comunicare nei punti senza campo.
Qui sotto trovi l'elenco aggiornato delle destinazioni con pacchetti attivi per gli ungulati, ognuna con la sua pagina e le offerte delle agenzie.
Una squadra di battitori con i cani muove gli animali verso i cacciatori, che attendono in postazione. L'agenzia spiega i turni, le regole di sicurezza e i capi ammessi.
Dipende dal paese e dall'agenzia: servono documenti e autorizzazioni per armi e munizioni, e molte agenzie offrono il noleggio. Chiedilo nella richiesta di prenotazione.
Dipende dall'esperienza. Il cinghiale in battuta richiede più disciplina di gruppo che resistenza fisica, mentre capriolo e daino in selezione sono più tranquilli ma richiedono precisione. Il cervo di montagna e il camoscio sono più impegnativi. L'agenzia ti consiglia in base alla tua condizione.
Oltre alla quota del pacchetto, il capo abbattuto si paga secondo la sua classe: per cervo, daino e capriolo di solito in base al peso del trofeo, per il camoscio ai punti e per il cinghiale alla lunghezza delle zanne. Femmine e piccoli hanno quote fisse. Chiedi sempre le classi e le tariffe prima di prenotare.
Ci si ferma, si segna il punto e si cerca il capo con la guida e, se disponibile, con un cane da traccia. Se il capo non viene ritrovato, molti contratti prevedono una penale per capo ferito o mancato: verifica come funziona nel tuo.
Spesso sì, ma con regole. Per il cinghiale pesano le restrizioni sulla peste suina africana, i trofei vanno puliti e trattati e alcune specie richiedono documenti veterinari o CITES. Chiedi all'agenzia come spedirli e alla tua ASL quali documenti servono.
Di solito in autunno: nei Carpazi tra metà settembre e inizio ottobre, in Nuova Zelanda tra marzo e aprile. Le date variano di anno in anno e secondo l'altitudine, quindi conferma il periodo con l'agenzia.
Per un cacciatore straniero quasi ovunque no: in paesi come l'Ungheria e la Romania si caccia con guida locale, che decide cosa si può abbattere. Fanno eccezione alcune cacce su terreni pubblici, ad esempio in Nuova Zelanda, che richiedono comunque permessi.