La Serbia è una delle mete preferite dai cacciatori italiani per i viaggi di caccia all'estero: è vicina, si raggiunge in poche ore e offre ambienti molto vari, dalle zone umide della Vojvodina alle campagne e ai boschi dell'interno.
Le proposte su Wildoora riguardano anatre e oche, beccacce e starne e sono organizzate da agenzie locali che si occupano di alloggio, guide, cani e trasferimenti.
Le uscite si concentrano nei mesi autunnali e invernali. Il periodo esatto dipende dalla specie e dal calendario venatorio locale, che può cambiare di anno in anno: ogni pacchetto indica le date disponibili e l'agenzia conferma i giorni precisi quando rispondi alla richiesta.
La Serbia non fa parte dell'Unione Europea: per entrare serve un passaporto valido (le agenzie chiedono di solito che lo sia ancora per almeno tre mesi dall'ingresso) e, per cacciare, una licenza di caccia e il porto d'armi in corso di validità.
Per viaggiare con le tue armi serve la Carta Europea d'Arma da Fuoco, sulla quale devono essere riportate tutte le armi che porti, con le matricole corrette, insieme al porto d'armi e alla lettera d'invito. Il numero di armi ammesse è limitato: gli operatori indicano di norma due o tre fucili, di calibri diversi.
Le armi vanno dichiarate alla frontiera all'ingresso e può essere dovuta una tassa doganale. Molte agenzie offrono anche il noleggio dell'arma, che evita buona parte della burocrazia. Se viaggi in aereo, avvisa la compagnia per tempo (spesso almeno 48 ore prima): armi scariche in una custodia rigida e munizioni a parte, nella confezione originale.
Le munizioni vanno dichiarate alla frontiera insieme alle armi e devono essere adatte alla selvaggina cacciata. Le guide di settore indicano un limite per cacciatore di circa 250 cartucce per ogni giorno di caccia, con un massimo complessivo di circa 1.000, e un numero molto più basso (circa 20) per le cartucce a canna rigata.
Sono limiti che possono cambiare: confermali con l'agenzia prima di partire, perché alla frontiera conta la regola in vigore in quel momento.
Per far entrare il cane in Serbia servono il microchip e il passaporto europeo per animali da compagnia compilato da un veterinario autorizzato, con la vaccinazione antirabbica eseguita da almeno 21 giorni. In più molte agenzie e controlli veterinari di frontiera richiedono un certificato veterinario di buona salute rilasciato nei 15 giorni precedenti l'ingresso.
Nelle riserve puoi spesso noleggiare cani da caccia sul posto; in alcune cacce al fagiano in cerca, invece, il gruppo deve portare i propri cani. Al rientro in Italia il cane viaggia con gli stessi documenti: fai controllare al tuo veterinario che siano in regola.
Il cacciatore straniero caccia nelle riserve tramite un'agenzia che ha i diritti sul territorio ed è sempre accompagnato da una guida: si possono abbattere solo le specie indicate sul permesso e la guida autorizza ogni tiro.
Tra le specie più richieste ci sono lepre, starna, fagiano, quaglia, colombaccio, anatre (germano, alzavola, fischione, moriglione), oche (granaiola e lombardella) e beccaccia; tra gli ungulati cervo, capriolo, daino, muflone e cinghiale. Prima di portare fuori dal paese carni, pelli o trofei vanno pagate le tasse previste.
La selvaggina abbattuta in Serbia si può portare in Italia, ma le regole sanitarie e doganali sono quelle in vigore al momento del rientro: contatta l'agenzia di riferimento prima di prenotare, perché è lei a occuparsi della documentazione.
Per i trofei di grandi animali l'esportazione richiede di norma la fattura o la ricevuta di pagamento, il certificato del trofeo, il permesso di esportazione, il certificato veterinario e la dichiarazione che il trofeo non è soggetto a divieti di esportazione.
Serve una licenza di caccia valida. Per l'arma l'agenzia ti spiega i documenti da preparare, oppure puoi chiedere se è previsto il noleggio.
Dipende dalla specie: i pacchetti indicano i periodi disponibili e le date esatte seguono il calendario venatorio locale, che l'agenzia ti conferma.
Dipende dal pacchetto: controlla la sezione di ciò che è incluso nella scheda e, in caso di dubbi, chiedilo all'agenzia nella richiesta.
Scegli il pacchetto e invia la richiesta di prenotazione. Non è previsto alcun pagamento online: l'agenzia ti ricontatta direttamente per confermare date, dettagli e condizioni.
Passaporto valido, licenza di caccia e porto d'armi in corso di validità. L'agenzia ti chiede di inviare con anticipo (di solito circa 15 giorni) copia dei documenti e la descrizione delle armi, e prepara la lettera d'invito necessaria all'ingresso con i fucili.
Di norma si possono portare due o tre fucili di calibri diversi, riportati sulla Carta Europea d'Arma da Fuoco. Per le cartucce gli operatori indicano circa 250 per ogni giorno di caccia, fino a un massimo di circa 1.000, e circa 20 per la canna rigata. I limiti possono cambiare: confermali con l'agenzia.
Sì, con microchip, passaporto europeo e vaccinazione antirabbica fatta da almeno 21 giorni; molte agenzie chiedono anche un certificato veterinario di buona salute rilasciato nei 15 giorni prima dell'ingresso. In alternativa puoi spesso noleggiare cani in riserva.
Sì, ma servono documenti sanitari e doganali che dipendono dalle regole in vigore al rientro. Contatta l'agenzia prima di prenotare: si occupa lei della documentazione di selvaggina e trofei.