La Bulgaria è apprezzata dai beccacciai per le sue foreste vaste e poco antropizzate, un habitat ideale per la beccaccia. È un'esperienza immersiva, a stretto contatto con la natura selvaggia, in un paese dove gli spazi naturali sono ampi e la densità abitativa è bassa.
Il paese è diviso in otto regioni di caccia e conta oltre cento rifugi e casini di caccia che offrono alloggio ai cacciatori. Oltre alla beccaccia, i cacciatori stranieri vengono per cervo, daino, capriolo, muflone e cinghiale (molto popolare la caccia in gruppo), oltre a selvaggina da penna come tortora e starna.
Su Wildoora trovi un pacchetto di caccia alla beccaccia organizzato da un tour operator locale, nei mesi invernali: giornate in foresta, con il clima tipico di un paese a quattro stagioni ben distinte.
Essendo un paese UE e dal 2026 anche dell'area euro, l'organizzazione è semplice; le formalità riguardano soprattutto licenza di caccia, armi e cane, che l'agenzia ti aiuta a preparare.
Il pacchetto pubblicato copre i mesi invernali, da metà dicembre a fine febbraio. Il calendario venatorio bulgaro è fissato ogni anno per ordinanza ministeriale e per le specie migratorie, tra cui la beccaccia, prevede un'apertura già in agosto; alcune regole possono limitare i giorni di caccia. Il calendario locale può cambiare di anno in anno: l'agenzia conferma le date.
La Bulgaria fa parte dell'Unione Europea, quindi per entrare basta un documento d'identità o un passaporto validi. Per cacciare, però, servono alcuni documenti in più.
Per i cacciatori di un paese UE con la Carta Europea d'Arma da Fuoco valida, gli operatori indicano che il fucile e le munizioni si possono portare senza altri requisiti; chi non è UE deve invece chiedere un'autorizzazione all'importazione, con tempi lunghi. I dettagli vanno comunque concordati in anticipo con l'agenzia.
Non abbiamo trovato fonti affidabili sui limiti di cartucce: prima di partire chiedi all'agenzia quante ne puoi portare e quali munizioni sono ammesse. In Bulgaria sono ammesse armi a canna liscia o rigata, con i semiautomatici limitati a un massimo di due cartucce nel caricatore. Se non vuoi affrontare le pratiche, molte agenzie propongono il noleggio dell'arma.
Anche la Bulgaria è un paese UE, quindi per far entrare il cane valgono le regole europee per gli animali da compagnia: microchip, passaporto europeo compilato da un veterinario autorizzato e vaccinazione antirabbica valida, con immunità riconosciuta dopo 21 giorni dalla prima vaccinazione. Il proprietario deve viaggiare con il cane e non si possono portare più di cinque animali.
Alcuni operatori locali mettono a disposizione cani ben addestrati, quindi chiedi all'agenzia se è possibile non portare il proprio. In ogni caso verifica con il tuo veterinario che passaporto e vaccinazioni siano in regola anche per il rientro in Italia.
Il paese è diviso in otto regioni di caccia e ha vaste aree forestali poco abitate, dalle catene montuose ai boschi di pianura. Un esempio è la zona di Rossitsa, nei Balcani centrali, nota per il cinghiale. L'alloggio è spesso in rifugi o casini di caccia.
Per i cacciatori stranieri le specie tipiche sono cervo, daino, capriolo, muflone, cinghiale e, in alcuni casi, camoscio e gallo cedrone; orso e camoscio sono protetti e si cacciano solo a condizioni particolari. Tra la selvaggina da penna si cacciano beccaccia, beccaccino, quaglia, tortora e colombaccio. Secondo l'emittente pubblica bulgara, la selvaggina minuta si caccia in determinati giorni (fine settimana e festivi) e la migratoria da un'ora prima dell'alba a un'ora dopo il tramonto; il calendario viene rivisto ogni anno.
Per portare in Italia selvaggina o trofei valgono le regole sanitarie e doganali in vigore al momento del rientro, che possono cambiare: contatta l'agenzia prima di prenotare, perché è lei a occuparsi della documentazione.
Alcuni operatori includono la raccolta e la spedizione dei trofei; per specie come lupo e sciacallo dorato sono previste pratiche CITES con costi a parte.
I principali aeroporti sono Sofia e Varna, con voli giornalieri dalla maggior parte delle capitali europee; i transfer dall'aeroporto alla zona di caccia sono di solito organizzati dall'agenzia. Dal 1° gennaio 2026 la valuta è l'euro.
Il clima è continentale temperato con quattro stagioni ben distinte, e in pieno inverno in foresta fa freddo. La legge vieta di consumare alcol prima e durante la caccia e richiede un abbigliamento di segnalazione: possono esserci controlli.
Dipende dalla specie e dal calendario venatorio locale. Nei pacchetti pubblicati il periodo è da metà dicembre a fine febbraio; l'agenzia conferma i giorni esatti quando risponde alla richiesta.
Essendo un paese UE basta un documento d'identità valido. Serve inoltre una licenza di caccia valida: l'agenzia ti spiega cosa preparare.
Sì, con i documenti di trasporto richiesti (tra cui la Carta Europea d'Arma da Fuoco). Chiedi all'agenzia le istruzioni aggiornate e se è previsto il noleggio.
Scegli il pacchetto e invia la richiesta di prenotazione. Non è previsto alcun pagamento online: l'agenzia ti ricontatta direttamente per confermare date, dettagli e condizioni.
Per i cacciatori di un paese UE servono la Carta Europea d'Arma da Fuoco, il porto d'armi e la licenza di caccia in corso di validità. Gli operatori indicano che non servono altre pratiche, ma concorda i dettagli con l'agenzia prima della partenza.
Sì: dal 1° gennaio 2026 la Bulgaria ha adottato l'euro al posto del lev, quindi non serve cambiare valuta.
No. La legge bulgara vieta di consumare alcol prima e durante la caccia ed è richiesto un abbigliamento ben visibile; possono esserci controlli.
In aereo: Sofia e Varna hanno voli giornalieri dalla maggior parte delle capitali europee. L'agenzia organizza di solito il transfer dall'aeroporto alla zona di caccia.
Cervo, daino, capriolo, muflone e cinghiale (molto popolare la caccia in gruppo), oltre a selvaggina da penna come quaglia, tortora e colombaccio. Orso e camoscio sono protetti e si cacciano solo a condizioni particolari.